Vi ricorderete quando circa un anno fa vi confessavo, palesemente emozionata, che avrei preso parte per la prima volta alla più importante settimana dedicata alla Haute Couture, che si svolge a Parigi.
      E magari vi ricorderete pure il mio resoconto di quei tre giorni a Parigi.


      Ebbene anche quest’anno ho avuto la possibilità di partecipare alla settimana parigina dedicata alla Haute Couture, godendomela stavolta appieno per ben 4 giorni (che poi è la sua durata totale, anche se si chiama “week”).
      E questo è il mio nuovo (ma sempre emozionato) resoconto!

       Giorno 1

      Sono atterrata a Parigi in un freddo lunedì, poco dopo pranzo, e sbrigate velocemente le formalità aeroportuali sono corsa alla mia casa parigina, ovvero il Mon Hotel Lounge & Spa di Rue Argentine.

      La prima sfilata a cui ho preso parte è stata quella di Laskaris, stilista greco che ha presentato la collezione “Olympias”.

      Successivamente ho reso parte alla sfilata del mio conterraneo, il salernitano  Antonio Grimaldi, con li suoi abiti leggiadri.

      Infine, ultimo impegno della giornata, al celeberrimo Westin Hotel di Rue de Castiglione, per prendere parte alla sfilata di Rani Zakhem, designer di origine libanese.

       

      Giorno 2

      Il secondo giorno è iniziato con un appuntamento davvero esclusivo: un’intervista con la designer giapponese Yumi Katsura che ci ha accolte nel suo atelier.


      La sfilata, infatti, aveva avuto luogo la domenica precedente e non avevo potuto prendervi parte. Ho così contattato l’ufficio stampa della stilista, davvero rammaricata per la situazione. Ed è così che mi hanno proposto non solo di scoprire la collezione direttamente in atelier ma anche di poter parlare con colei che l’ha creata. E’ stato un vero onore per me. (L’intervista è andata “in onda” in diretta nelle mie Instagram Stories).

      In seguito ho assistito alla sfilata di uno stilista che apprezzo davvero moltissimo: Alexis Mabille. Chi mi segue ricorderà che ho assistito varie volte alle sue sfilate di Ready to wear (ricordate l’incontro con la sua musa Dita Von Teese lo scorso settembre?), ma non aveva ancora avuto modo di ammirarne le creazioni Couture. Ed ovviamente non sono rimasta delusa…

      L’appuntamento successivo era con lo show di Stephane Rolland, che aveva luogo in un teatro. Sul palco, un violoncellista ha eseguito dei brani davvero suggestivi, mentre le modelle sfilavano accanto. Uno spettacolo davvero incredibile!

      Quarto appuntamento della giornata, la presentazione della designer russa Ulyana Sergeenko. Sono così stata catapultata in un mondo fatto di rosa, gabbiette per uccellini, porcellane russe ed abiti couture. Ho potuto conoscere la designer ed ho anche incontrato la mia blogger preferita (Tamara Kalinic).

      Dopo questo splendido evento, sono corsa ad un’altra sfilata: quella di George Chakra. Colori pastello, petali di fiori e strati di chiffon per la collezione couture dello stilista.

      Ultimo impegno della giornata, la sfilata di Dany Atrache. Un altro grande couturier libanese, la cui maestria si è estrinsecata in una collezione sofisticata con dettagli preziosi.

      Giorno 3

      Il terzo giorno è iniziato con il defilè di Didit Hediprasetyo, che nel refettorio del Louvre aveva creato una vera e propria jungla in cui far sfilare le sue donne guerriere.

      E’ stata pi la volta della designer russa Galia Lahav, che ha presentato una collezione dedicata alle donne che non vogliono rinunciare al loro lato sexy.

      La collezione di Antonio Ortega, dal titolo Dunes Dunas, era invece dedicata alla terra ed ai suoi colori, dall’ocra dei deserti fino al profondo blu dell’acqua.

      Infine, ancora una volta al Westin, per assistere alla sfilata di Ziad Nakad, altro grandissimo couturier libanese, che ci ha deliziate con una collezione da vere principesse.

      Giorno 4

      Ultimo giorno di Haute Couture, decisamente, e fortunatamente, meno frenetico dei precedenti.

      La sfilata di Hyun Mi Nielsen, stilista danese nata in Sud Corea, ci ha catapultato in una sorta di universo parallelo, in cui strane creature camminavano sulla passerella.

      In seguito, una pausa dalle passerelle ma non dalla bellezza: ho infatti scoperto la Fondazione Louis Vuitton che per l’occasione ospitava alcune opere del MoMA di New York.

      Ed infine un aereo, che mi ha riportata a casa. Almeno per qualche giorno!

      Grazie a tutti i brand che mi hanno accreditata, regalandomi ancora una volta una grandissima emozione.

       

       

       

       

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