Salve ragazze,
      oggi parleremo di quello che oserei definire il mio ultimo grande amore (nonché mio ultimo acquisto)!
      Oramai conoscete praticamente tutte il mio amore totale per la maison Chanel, ed in particolar modo per le sue borse; credo di avervi parlato allo sfinimento della mitica 2.55, e di averla indossata in varie dimensioni e colori in numerosi outfit.
      Tuttavia, oggi non vi parlerò di “lei”, bensì di un’altra borsa icona della maison, che negli ultimi anni sta prendendo lentamente campo e che forse (e sottolineo, forse) un giorno potrà prendere il posto della celeberrima 2.55: la Boy Bag!
      Borsa dal gusto decisamente meno formale ed austero, la Boy Bag vuole infatti esprimere il lato giovane e più casual della maison: una lunga tracolla a catena (ma stavolta senza nastro di pelle che la attraversa), forme squadrate, chiusura giocattolo (ricorda infatti una costruzione a mattoncini Lego), colori vivaci ed una testimonial decisamente sopra le righe, la bellissima Alice Dellal.
      Una borsa dunque che potremmo definire quasi maschile, e che rispecchia molto della Coco Chanel dei primi anni.
      Coco infatti fu la prima, e rivoluzionaria, paladina di una moda più comoda per le donne, che si ispirasse senza dubbio alcuno al guardaroba maschile: la missione della giovane Chanel era infatti quella di liberare la donna dei primi del ‘900 dai retaggi medievali che ancora la ingabbiavano e che la costringevano a vestirsi in modo decisamente pomposo e scomodo.
      Ma se pensate che Kaiser Karl abbia scelto di chiamare questa borsa “Boy” (ragazzo) proprio per omaggiare la femminilità maschile (scusate il gioco di parole) introdotta da Coco, vi state sbagliando!
      La spiegazione di tale nome non va infatti ricercata in ambito stilistico, bensì prettamente nel vissuto personale di Madame: tale Boy, al secolo Arthur Capel, fu infatti l’uomo forse più importante nella vita di Coco.
      Innanzitutto perché fu il suo unico grande amore, sebbene sposato con un’altra donna, ma soprattutto perché fu il primo a credere nel talento della giovane Coco, tanto da investire del denaro nel suo progetto e da permetterle di aprire la prima sede di quella che sarebbe diventata presto la Maison Chanel, ovviamente a Parigi, in rue Cambòn.
      A lui dunque è dedicata la nuova borsa icona della Maison, all’uomo che ha permesso che Chanel diventasse quello che oggi è per tutti noi, e che ha creduto in una giovane donna così rivoluzionaria ed anticonformista da apparire quasi scandalosa per l’epoca.
      Questa storia, secondo me, ancora una volta ci dimostra che quando si indossa un capo Chanel non si indossa un semplice accessorio o capo di vestiario, ma si indossa un pezzo di storia…e nel caso della Boy Bag, un pezzo, anche, della storia d’amore tra Coco e Boy. Una storia d’amore tormentata, e con un finale tutt’altro che felice. Ma comunque una bellissima storia d’amore, come la bellissima borsa che ha ispirato.
      Lucia

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